Chi siamo

san francesco

Laici impegnati a vivere nel mondo
uomini tra gli uomini
condividendo in fraterno servizio
le loro attese, sofferenze, conquiste
e sforzandoci di inserirvi
il fermento del Vangelo.

Desiderosi di impegnare tutta la vita
da laici nel mondo per il servizio
ai fratelli nella prospettiva del Regno,
ci impegniamo a vivere nel mondo
i consigli evengelici:
povertà, obbedienza, celibato nella castità,
secondo la spiritualità francescana,
per testimoniare Cristo risorto.

In questo straordinario momento della storia nel quale stiamo vivendo, lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa un modo nuovo per realizzare nel mondo una testimonianza particolarmente forte di uomini, di cristiani che, senza lasciare gli impegni temporali, cercano di viverli con una pienezza ancora maggiore, impegnandosi sulla scia dei consigli evangelici di castità, povertà, obbedienza nello spirito delle Beatitudini.
Si tratta di accettare fino in fondo, da laici, la condizione secolare comune a tutti gli uomini per vivificarla dal di dentro, silenziosamente, come il lievito nella pasta.
Si realizza così un modo di testimoniare La propria fede in comunione con tutti gli uomini, uniti a loro dagli stessi impegni e dalle stesse preoccupazioni, in una vita laicale ordinaria.
Pur nella piena consacrazione a Dio, inseriti nel mondo in modo profondamente originale, non esiste per questo tipo di vocazione una comunità concreta visibile.

NOTE STORICHE

L’Istituto Secolare dei Missionari della Regalità di Cristo è stato fondato nel 1928 da padre Agostino Gemelli francescano dell’ordine dei frati minori.
La Chiesa lo ha riconosciuto e approvato nel 1951 di diritto diocesano e nel 1997 di diritto pontificio.
L’Istituto è presente in varie diocesi in Italia, in Europa, nelle Americhe, in Africa.

 

Se vuoi conoscerci meglio

 

I NOSTRI IMPEGNI

La castità e l’accettazione della conseguente solitudine sono viste, prima che come rinuncia: come scelta positiva e consapevole per una più piena libertà nel porre tutta la propria vita al servizio degli uomini come un atto continuato di fede e di amore che sostiene e vivifica l’istanza apostolica e missionaria.
Castità, dunque, come limpida capacità di amare che sa farsi vicinanza amica, disponibilità all’ascolto, garanzia di fiducia, presenza gratuita.
La povertà è vissuta, più che come povertà materiale: come capacità di utilizzo positivo e corretto dei beni terreni, per un servizio competente e qualificato alla comunità umana e a quella ecclesiale come modo di condivisione
come distacco dall’io che non strumentalizza le persone ma le serve realmente.
L’obbedienza, è vista soprattutto: come fedeltà alla propria vocazione, come continua ricerca e disponibilità alla volontà di Dio su di noi, come adesione alle esigenze profonde della vita, come ascolto attento della parola di Dio e per una sempre più adeguata incarnazione nella storia, come una conseguente capacità di iniziativa per aprire nel mondo nuove vie alla presenza di Cristo e al suo Regno.

Tutto questo dovrà essere sorretto da un fortissimo senso di responsabilità pari alla libertà di azione e alla creatività proprie a questo tipo di vita consacrata. Una prospettiva di questo genere, che ha il Regno come obiettivo e la disponibilità a perdere la propria vita come condizione interiore fortemente motivata, esige uno spirito di fede e di preghiera quotidianamente rinnovato e approfondito che sappia armonizzarsi, in una sintesi di vita unitaria, con una autentica passione per il mondo, gli uomini e le loro vicende, che sappia trarre dalla realtà secolare, in cui ha scelto di vivere la propria vocazione particolare, tutte le potenzialità positive che essa presenta, facendone elemento di umanizzazione.
Questo nuovo tipo di vocazione ha negli Istituti Secolari riconosciuti dalla Chiesa la sua forma concreta di realizzazione.

IL NOSTRO STILE DI VITA

In forza di una secolarità consacrata che ci lascia nel mondo laici come tutti gli altri, con cuore nuovo e spirito nuovo continuiamo a vivere nella nostra famiglia e a esercitare il nostro lavoro
presenti in ogni ambiente e nelle situazioni più diverse della vita.

LA SORGENTE DELLA NOSTRA FORMA DI VITA

Nostro maestro, modello e forza è Gesù Cristo, il Verbo di Dio incarnato…
Nella sua storia troviamo il senso della nostra…

LA NOSTRA VITA

L’Istituto  ha una sua specifica e basilare caratteristica: la spiritualità francescana

Questo significa ispirarsi alla concezione positiva con cui Francesco di Assisi ha sempre considerato gli uomini, il mondo, la vita, la creazione, allo spirito di pace e di apertura che lo ha caratterizzato, in tempi tutt’altro che favorevoli, alla semplicità e alla gioia che ha saputo esprimere pur conoscendo e sperimentando il dolore.

L’Istituto abbraccia la spiritualità francescana perché particolarmente adatta al laico che vive nel mondo contemporaneo. La sostanza e le caratteristiche della risposta di fede, che Francesco d’Assisi diede alla chiamata di Dio nei tempi suoi, sono ancora le stesse cui si ispira oggi l’Istituto: è una filosofia di libertà e quindi di responsabilità, che scioglie dagli impacci formali per ridare forza allo Spirito. Ciascuno è libero di attendere alla sua vita con i mezzi che crede: l’Istituto lo aiuta con gli esercizi spirituali e il corso di studi annuali, con gli incontri mensili in gruppi più o meno vicini geograficamente e mediante i contatti personali con i fratelli ai quali è stato affidato lo specifico incarico.

Ogni membro rimane nel proprio ambito di vita e di lavoro, nelle più diverse situazioni, ai più vari livelli di impegno e di azione, partecipando pienamente e attivamente alle varie comunità: familiari, professionali, sociali, politiche, ecc. in cui si articola la vita secolare, individuale e sociale del mondo. La massima autonomia è lasciata nella scelta della professione nella quale il solo duplice impegno è di raggiungere la maggior competenza possibile e mettere la propria attività a totale servizio del bene comune.

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